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Il 14 febbraio sono quasi MORTA dopo un’operazione “da niente”

15.3K views· 386 likes· 38:52· Mar 11, 2026

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Il 10 febbraio mi sono operata per rimuovere dei banalissimi skin tags e da allora non ho più smesso di sanguinare, perché mi era stata danneggiata un’arteria. Per QUATTRO giorni i miei sintomi sono stati sottovalutati, finché l’emorragia non si è più fermata e sono stata operata d’urgenza. Un mese dopo ho ancora molti strascichi, ma sono qui. ❤ Qui sotto trovi i miei libri: ►Nostalgia per Edimburgo, la raccolta fotografica per raccontare 10 anni nella capitale scozzese: Amazon Italia: https://amzn.to/40Pf9sE Amazon UK: https://amzn.to/4r8hVnH ►La Chiamavano SerenaB, le mie avventure a fumetti ai tempi di Aberdeen: Amazon Italia: https://amzn.to/4rgyJJt Amazon UK: https://amzn.to/4cpVPJK UBER Sconto 50% per le tue prime 5 corse: ► https://referrals.uber.com/refer?id=vh8mm1knf4zp GETYOURGUIDE Sconto affiliato: ► 1. Scarica la APP sul tuo cellulare: https://gyg.me/facciocomemipare-app ► 2. Codice Sconto 5%: FACCIOCOMEMIPARE5 HOLAFLY Sconto del 5% per la tua eSIM: ►http://rwrd.io/9d5ndv4 I links sono affiliati, a te possono dare degli sconti e nel frattempo supporti il canale.

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Il 14 febbraio mi stavo dissanguando. E no, non era una di quelle frasi “drammatiche” da YouTube: sono finita operata d’urgenza dopo una procedura che doveva essere “da niente”, fatta il 10 febbraio in un ospedale privato per rimuovere dei banalissimi skin tags (sì, roba comunissima, anche se non se ne parla mai). Da subito ho visto sangue vivo e ho avuto un dolore che non combaciava per niente con quel “10 giorni fastidiosi” che mi era stato promesso. Nei giorni successivi la situazione è peggiorata: “bombe” di sangue nel water, pipì impossibile da far partire, pancia gonfia, sintomi sottovalutati e io che mi fidavo ciecamente del “è tutto a posto”. Spoiler: non era tutto a posto. In questo video racconto, senza filtri e con dettagli crudi, cosa significa vivere un’emergenza così in UK: chiamare il 111, sentirsi dire che l’ambulanza arriva in 4 ore, arrivare in ospedale lasciando una scia di sangue e rendersi conto che, a volte, se non ti fai sentire tu, rischi di sparire dietro una tenda. Poi la svolta: scan, arteria danneggiata durante la prima operazione, trasfusioni e sala operatoria. E in mezzo a tutto questo, la parte più “bella” nel tragico: la lucidità di dire alle persone che amo di vivere, viaggiare, innamorarsi, godersi tutto. Perché certe prove non dovrebbero servire a insegnarti a vivere: dovresti farlo già prima.

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